domenica 14 settembre 2014

Mayweather svela le carte: «Il britannico oppure l'italiano, forse Pacquiao e poi smetto»

Neppure il tempo di smaltire la sbornia per l'ultima difesa, che già si pensa al futuro. Quello contro Marcos Rene Midana è stato il terzultimo match del campione statunitense Floyd Mayweather Junior. Dopo aver dispensato consigli all'argentino: «è un rude e acerbo combattente, ma in questo sport non si dura troppo a lungo se si sta sul ring come fa lui», il Pretty Boy ha iniziato a programmare il suo ritiro. Altri due incontri nel 2015, quelli previsti dal suo contratto, e poi appenderà i guantoni al chiodo.

Il Re incontrastato dei walter, che già nel 2007 aveva lasciato per due anni la boxe, in un'intervista rilasciata stanotte alla "Espn" ha dichiarato: «Ormai ho 37 anni, e dopo una vita passata sul ring, voglio cominciare a dedicarmi ad altre cose. Sto bene, da giovane combattevo una volta all'anno, ora combatto due volte, ciò vuol dire che fisicamente sto molto meglio. Nonostante la ferita alla mano (Floyd sostiene d'esser stato morso alle dita durante il match, vedi foto) onorerò sicuramente i due incontri del 2015 previsti dal mio contratto. A maggio proporrò la sfida al britannico oppure all'italiano, e a settembre vedrò se ci saranno le condizioni per poter affrontare Pacquiao. Voglio uscire di scena da vincente. Quando avrò chiuso con la boxe mi dedicherò alla promozione del mio marchio Mayweather Promotions». L'intervista riprende quanto affermato da "Money" al presentatore Jimmy Lennon subito dopo l'incontro «So che lo chiedono i fans, e so che Manny Pacquiaio si sta preparando già da tempo per questo match, ma non posso risponderti: devo prima parlare col mio team e valutare se esistono i presupposti per questa battaglia».

Due combattimenti ancora per Floyd, questa l'unica notizia. Quello di settembre, che sarà l'ultimo, varrà molto probabilmente per l'unificazione delle cinture (se sia Floyd che Pac dovessero difendere i rispettivi titoli fino ad allora). Il filippino Manny Pacquiaio, detentore della corona WBO, che da anni invoca un face to face con lo statunitense, dovrebbe essere dunque accontentato. Per il resto, non essendogli stata posta nessuna ulteriore domanda volta a capire meglio l'identità dell'avversario del Maggio prossimo, bisogna ragionare per ipotesi. Il riferimento agli inglesi è volutamente incerto, non si capisce infatti se il destinatario sia il ventottenne campione IBF Kall Brook, il quale però proprio di recente è rimasto vittima di un ferimento alle gambe che lo terrà lontano dal ring almeno sei mesi, oppure uno tra Amir Khan (non a caso presente all'evento) e il mancino Frankie Gavin appena affrontato e battuto dal nostro Bundu, entrambi ben posizionati nel ranking. L'italiano in questione è invece senza dubbio lui: il campione europeo in carica Leonard Bundu (anche lui presente all'evento) che, se tutto andrà come annunciato, avrà finalmente la canche mondiale che merita e che insegue da almeno tre anni.

Comunque vadano le cose, Floyd Mayweather Junior lascerà un vuoto incolmabile nel mando del pugilato. Un curriculum come pochi nella storia della boxe: 10 titoli iridati in quattro diverse classi di peso, uno score immacolato fatto esclusivamente di vittorie, 47, di cui 26 per ko. 

1 commento:

  1. Io interpreto la notizia in questo modo: "l'inglese o l'italiano" sono Brook e Bundu, uno esclude l'altro nel senso che si batte con Floyd SOLO chi vince il titolo IBF. Mi spiego meglio: a mio avviso il fatto che Bundu sia campione d'Europa non importa granché a Floyd (le stanze dell'Ebu stanno a Roma, e l'eco italiana non arriva in America). Detto ciò il campione IBF allo stato è Kall Brook (che però è stato accoltellato alle gambe il mese scorso) che deve difendere entro dicembre. L'ipotesi Bundu ha quindi senso in quanto Leo (3'nel ranking IBF) è già in trattativa con Ionut Dan Ion (2'ranking IBF), qualora dovesse batterlo diventerebbe sfidante ufficiale di Brook per dicembre. Il vincitore tra Brook (se recupera dall'infortunio) e Bundu affronterà Floyd a maggio. E' più semplice di quello che sembra.

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